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Alcuni esempi

Chirurgia per la risoluzione di russamento e apnee notturne

Guarda i video per approfondire le principali problematiche relative al russamento e alle apnee notturne e come risolverle attraverso la chirurgia

Avanzamento mascellare e mandibolare a correzione di OSAS

Avanzamento mascellare e mandibolare + mentoplastica a correzione di OSAS

Apparecchio (Oral Appliance) a correzione di OSAS

Riassorbimento Condilo Mandibolare (vie aeree)

Riassorbimento Condilo Mandibolare e degenerazione disco (via aeree)

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Cosa sono le apnee notturne e quali conseguenze hanno

La sindrome delle apnee ostruttive del sonno (denominata anche semplicemente OSAS) è una condizione clinica caratterizzata da un elevato numero di episodi ostruttivi delle prime vie aeree, completi (apnee) e/o incompleti (ipopnee), durante il sonno.

L’aumento di peso, il fumo, il russamento abituale, eventuali anomalie scheletriche del naso o della faccia possono costituire fattori di rischio per quanto riguarda l’insorgenza dell’OSAS.

La comparsa di questi ripetuti episodi di ostruzione si associa ad una diminuzione di ossigeno nel sangue e aumento dell’anidride carbonica.

Solitamente i fenomeni notturni rimangono oscuri al paziente, il quale però, durante le ore del giorno, ne lamenta invece le conseguenze diurne: eccessiva sonnolenza, difficoltà di concentrazione, decadimento delle facoltà cognitive, disfunzione sessuale, irritabilità e alterazioni della personalità.

Il rischio di incidenti stradali o sul lavoro in questi pazienti è da 4 a 8 volte superiore rispetto ad un gruppo di controllo. Inoltre, gravi possono essere le ripercussioni sul sistema cardiovascolare, con sensibile aumento del rischio di ipertensione, infarto, ictus.

La diagnosi viene fatta in base a un esame specifico del sonno, la polisonnografia, che permette di misurare il numero di apnee notturne per ora: al di sopra di 30 apnee si parla di forme gravi, ed il rischio di accidenti cardiovascolari è particolarmente elevato, e pertanto in questi casi il trattamento diventa necessario.


Come si curano le apnee notturne?

L’approccio terapeutico dell’OSAS deve essere multidisciplinare e può prevedere differenti sussidi, medici e/o chirurgici, in base alla gravità e alle singole caratteristiche del paziente. In particolare si possono segnalare le seguenti terapie:

  • uso nelle ore notturne di una particolare apparecchiatura (CPAP), che in pratica è una specie di respiratore meccanico, dotato di una mascherina facciale, che permette una ventilazione forzata a livello delle prime vie aeree;
  • in alternativa a questo apparecchio, quando non è tollerato dal paziente, possono essere utilizzati dei particolari dispositivi endorali, simili ad apparecchi ortodontici, che tuttavia risultano efficaci solamente nelle forme più lievi.

Apnee notturne e russamento: quando serve l’intervento chirurgico

Infine, un’importante alternativa è costituita dalla chirurgia, che può riguardare il naso e il palato nelle forme più lievi (eseguita da medico otorinolaringoiatra) oppure le ossa mascellari nelle forme più gravi (avanzamento maxillo-mandibolare eseguito da maxillo – facciale).

Questo tipo di intervento consiste in un avanzamento del mascellare superiore e della mandibola (o in alcuni casi solo della mandibola) eventualmente con l’associazione di una mentoplastica.

Tali interventi sono simili agli interventi eseguiti per le anomalie dento-facciali (vedi chirurgia ortognatica), ed hanno percentuali di successo molto alte.

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Le domande più frequenti

Risposte chiare alle domande più comuni su quando rivolgersi al chirurgo maxillo-facciale, cosa sono le apnee notturne e quali sono i percorsi e le opzioni di trattamento.

  • Se il russamento è abituale o associato a sonno non ristoratore, l’esame più indicato per capire se c’è anche apnea notturna (OSAS) è uno studio del sonno: polisonnografia (in laboratorio) oppure poligrafia cardiorespiratoria domiciliare (a casa), secondo indicazione specialistica. Questi test misurano respirazione, ossigenazione e qualità del sonno e permettono di distinguere il russamento semplice dall’OSAS. In base all’esito, si definisce il percorso più appropriato (correzione di fattori di rischio, terapie specifiche, eventuale valutazione anatomico-funzionale delle vie aeree).

  • Le apnee notturne possono migliorare in modo significativo e, in alcuni casi, risolversi, ma dipende da causa e gravità. Spesso l’obiettivo clinico è ridurre gli episodi di apnea, migliorare ossigenazione e qualità del sonno e diminuire sonnolenza diurna e rischi associati. I trattamenti includono interventi sullo stile di vita (peso, alcol, posizione), CPAP, dispositivi di avanzamento mandibolare, e in casi selezionati terapie chirurgiche quando esiste una chiara indicazione anatomica. La scelta più efficace si basa sempre su diagnosi strumentale e valutazione specialistica.

  • Per sapere con certezza se si soffre di apnee notturne (OSAS) serve un test del sonno (polisonnografia o poligrafia domiciliare): è l’unico modo per misurare quante apnee ci sono, quanto durano e se riducono l’ossigenazione. I segnali che possono far sospettare OSAS sono russamento intenso, pause respiratorie osservate, risvegli con fame d’aria, sonno frammentato, sonnolenza diurna, cefalea mattutina e bocca secca. Tuttavia i sintomi da soli non bastano: la diagnosi e la gravità si definiscono con lo studio del sonno.

  • Le apnee notturne peggiorano quando aumenta la tendenza delle vie aeree a “collassare” durante il sonno. I fattori più comuni sono sovrappeso, alcol la sera, sedativi o alcuni farmaci che riducono il tono muscolare, dormire supini (a pancia in su), congestione nasale persistente, fumo e deprivazione di sonno. Anche alcune condizioni anatomiche possono contribuire. Identificare e correggere questi elementi, insieme alla terapia indicata, è spesso decisivo per ridurre sintomi e severità dell’OSAS.

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